A Cuneo uno sportello di ascolto rivolto ai giovani

23/11/2017

A Cuneo uno sportello di ascolto rivolto ai giovani

Inaugurato il nuovo spazio di ascolto "Al 34". Ora si trova presso presso l'housing sociale "Crocevia 46" (corso Dante 46 a Cuneo) l

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Inaugurato venerdì 1 dicembre, presso l'housing sociale "Crocevia 46" il nuovo "Spazio Ascolto Giovani AL 34" nato all'interno del progetto Cantiere Adolescenti dalla collaborazione tra Dipartimento Materno Infantile (tramite la Neuropsichiatria Infantile e i Consultori famigliari), il Dipartimento Salute Mentale (tramite i Centri di salute Mentale, il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare - DCA - e la Psicologia) e il Dipartimento Dipendenze Patologiche.Spiega a nome di tutti gli attori, Francesco Risso, direttore del dipartimento di Salute Mentale: "Il nome richiama la continuità di questo spazio rivolto agli adolescenti con quello nato nel 1997 nella ex Aasl 15 con la creazione di un primo sportello di ascolto denominato appunto AL 34 e divenuto negli anni punto di riferimento per molti giovani cuneesi. Dal 2011 ad oggi sono stati seguiti circa 120 adolescenti ogni anno". Lo spazio ascolto cuneese è uno dei quattro sportelli - insieme a quello di Saluzzo, Savigliano e Mondovì - nati con l'intento di intercettare precocemente forme di disagio adolescenziale per un primo counselling e un successivo eventuale invio ai servizi specialistici di secondo livello, da attivarsi per quanto possibile tramite canali preferenziali dedicati. Il nuovo Al 34 di Cuneo, grazie alla realizzazione di Crocevia 46, e alla convenzione stipulata dall'ASL CN1 con i gestori dell'Housing, trova di nuovo una sede extra-sanitaria che meglio risponde alle esigenze di favorire un accesso libero e non connotato agli adolescenti (ma anche ai loro adulti di riferimento). Gli orari di apertura dello spazio Al 34 saranno martedì e giovedì dalle 13,30 alle 15,30. I ragazzi troveranno nella sede un'équipe multidisciplinare, con operatori formati appartenenti a più Servizi che collaborano.All'inaugurazione erano presenti il direttore generale dell'Asl Francesco Magni, il direttore sanitario Gloria Chiozza, il direttore del Distretto di Cuneo Enrico Ferreri, presidente e direttore del Consorzio socio-assistenziale, l'assessore Giordano per il comune di Cuneo

Riflessioni a margine del dr. Risso 

L'adolescente, e cito le riflessioni del Prof Pietropolli Charmet, deve costruire e perfezionare i valori di riferimento che guidano la sua azione individuale. Individuare un proprio modello valoriale e un proprio senso etico attraverso l'incontro con altri soggetti. Gli "altri" sono i figli di altre famiglie, gli amici e altri adulti di riferimento. Gli altri saranno anche idoli del cinema, della storia, della musica, della letteratura, dell'arte e dello sport ... E' chiamato ad assumersi la responsabilità di un ruolo socialmente riconosciuto, sia tra i coetanei sia nel contesto allargato, che consenta di progettare e agire in direzione della possibile realizzazione del proprio percorso futuro. La scuola costituisce l'ambito centrale e decisivo di questo particolare compito evolutivo fase specifico e da qui la necessità di profonde e significative sinergie.Nello svolgimento dei compiti evolutivi i ragazzi attivano intensi e profondi processi di simbolizzazione e di sviluppo della capacità riflessiva che possano consentirgli di elaborare il lutto per la separazione, di costruire la nuova immagine di sé mentale e corporea e di attuare una sintesi di sé socialmente adeguata. La crisi adolescenziale costituisce un blocco, uno scacco nella realizzazione di questi compiti. La crisi nella realizzazione dei compiti evolutivi viene intesa, quando clinicamente significativa, come patologia mentale.Naturalmente per accompagnare gli adolescenti dobbiamo collocare i loro percorsi evolutivi all'interno delle trasformazioni intervenute nei modelli educativi, familiari (per es. la trasformazione da famiglia etica a famiglia affettiva, il tasso delle separazioni, ecc) e sociali (l'impatto delle tecnologie sugli stili comunicativi) e dobbiamo quindi promuovere processi di formazione e progettazione congiunta di questa equipe multidisciplinare con i Consorzi Socio-assistenziali affinché siano in grado di cogliere e significare i cambiamenti continui della società, della cultura e delle pratiche educative. Obiettivo di questo servizio è intercettare la sofferenza e accompagnare i ragazzi nelle fasi di blocco, di rottura, per comprendere i motivi del suo arresto, delle sue deviazioni rispetto mete diverse. Il compito di un'équipe multidisciplinare e interservizi dedicata è sostenere, accompagnare, ed orientare il percorso di crescita superando il blocco evolutivo ed esser punto di riferimento per famiglie, istituzioni scolastiche, associazioni sportive con attività di consulenza e sensibilizzazione. Terminerei citando una riflessione del prof. Renzetti, sociologo clinico intervenuto nel recente convegno su "adolescenti e nuove droghe" organizzato dal cantiere adolescenti, di come per lavorare con gli adolescenti dobbiamo esser capaci di "ospitare l'inatteso", con l'augurio che questo luogo diventi luogo di accoglienza ed ascolto.


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