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Bedogni: "E' nostro dovere far funzionare gli ospedali"
Bedogni: "E' nostro dovere far funzionare gli ospedali"
“Un’intesa programmatica che trova un preciso riscontro nell’atto aziendale applicato dall’Asl”. Lo dice il direttore generale della CN1, Corrado Bedogni in conferenza stampa, commentando l’accordo siglato con la rappresentanza della Conferenza dei sindaci e le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl, Uil, in materia di applicazione del piano socio-sanitario della Regione Piemonte. Un impegno importante - in un momento di difficoltà soprattutto per la carenza di risorse - in tema di integrazione socio-sanitaria, di miglioramento dell’assistenza medica di base, per l’attività di prevenzione sul territorio soprattutto nei luoghi di lavoro e per lo sviluppo di una reale integrazione della rete ospedaliera. La Direzione dell’Asl CN1 ha compiuto sforzi di non poco conto, negli ultimi anni, nel perseguire l’obiettivo (contemplato nell’accordo) del raggiungimento del 2% rispetto alla popolazione ultra 65enne dei posti in convenzione nelle strutture per anziani non autosufficienti. E poi c’è stato, e c’è, tutto l’impegno di investimenti nelle cure primarie, dove l’Asl è stata antesignana. Ma è sul ruolo degli ospedali che si sofferma, in particolare, il direttore generale: “Vedo un pericolo per i nostri ospedali. Nel Cuneese c’è una Sanità con bilanci in equilibrio e per questo motivo è difficile risparmiare ancora senza incidere sui servizi. Nella proiezione del primo trimestre 2010 su tutto l’anno la nostra Asl, che presentava i conti in equilibrio a fine 2009, si trova fuori di 26 milioni, rispetto alla quota riconosciuta per l’anno precedente. I maggiori costi sono dovuti sia all’inflazione (circa 5 milioni, Ndr) sia a nuovi servizi, in particolare all’apertura del nuovo ospedale di Mondovì. E’ vero che ci sono meno soldi, ma i costi non stanno fermi. Il forte investimento fatto su Mondovì, soprattutto in risorse umane, è una scelta che difendo, perché credo che gli ospedali, se ci sono debbano funzionare.” L’Asl CN1 ha comunque presentato di recente un secondo piano di rientro dell’ordine di circa 9 milioni di tagli, senza per ora incidere sui servizi. “Se ci chiederanno maggiori sacrifici - puntualizza Bedogni - saremo però costretti a intervenire anche sull’attuale livello di attività. Mi auguro che ciò non accada, anche per la considerazione di cui la Sanità cuneese, dove non mancano oculatezza ed efficienza, ha sempre goduto presso l’assessorato regionale.” Obiettivo dell’Asl resta quello di recuperare mobilità passiva sull’attività di primo livello da riportare correttamente negli ospedali di territorio. “L’accordo rappresenta bene le esigenze che stanno emergendo”, commenta Francesco Balocco, sindaco di Fossano e presidente della Rappresentanza della Conferenza dei 175 sindaci del territorio dell’Asl CN1. “La razionalizzazione è necessaria - aggiunge - soprattutto nei servizi di natura ospedaliera; occorre riorganizzare e specializzare, senza perdere però la capacità di rispondere alle domande dei cittadini. E’ importante un coinvolgimento dei sindaci, che non hanno un ruolo di gestione della sanità, su temi come l’emergenza, il territorio, la disabilità, la sicurezza sul lavoro.” Rocco Ferraro ha ricordato, a nome di Cgil, Cisl, Uil che la Sanità è un bene troppo importante perché le organizzazioni sindacali (i confederali contano circa 90 mila iscritti in provincia) non entrino anch’esse nel merito dei problemi. “Nel Cuneese - ha detto - la Sanità pubblica rappresenta un’eccellenza di cui siamo orgogliosi, il nostro compito è quello di vigilare perché questo bene sia salvaguardato. Il Piano socio-sanitario è condiviso ed è nostra intenzione accompagnare il progetto di attuazione dei suoi contenuti. Nel confronto sono coinvolti i sindaci, il percorso deve consolidarsi e proseguire in futuro.”
