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Il 1° dicembre è la giornata mondiale dedicata all’AIDS
Il 1° dicembre è la giornata mondiale dedicata all’AIDS
30 milioni di persone, a livello mondiale, positive al virus HIV: un numero che rischia di non comunicare più la gravità della situazione, perché automaticamente applicato alle realtà dei paesi più poveri del nostro pianeta. Nel nostro immaginario pensiamo che il problema, da noi, sia ormai residuale.
Ma le cose non stanno così; si stima infatti che in Italia l’infezione interessi circa 150.000 persone (dato di prevalenza) e che ogni anno siano circa 4000 le nuove diagnosi (dato di incidenza). Oggi l'infezione da HIV è prevalentemente trasmessa per via sessuale e coloro che si infettano si presentano con ritardo ai centri di diagnosi, con la malattia già in atto.
I dati del Centro Osservazione AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità sono in questo senso indicativi. “Nel 2009, più del 60% dei nuovi casi di AIDS, in modo particolare coloro che hanno acquisito l’infezione attraverso i rapporti sessuali, ha scoperto di essere sieropositivo troppo tardi, in concomitanza con la diagnosi di AIDS; pertanto, solo un terzo delle persone con AIDS ha avuto la possibilità di usufruire dei benefici delle terapie antiretrovirali prima di tale diagnosi.
Una quota non indifferente di trasmissioni per via sessuale, in modo particolare tra le donne, avviene in persone che sono consapevoli del rischio di poter acquisire l’HIV dal partner infetto.
Le stime effettuate sulla base dei dati disponibili indicano che in Italia sono attualmente presenti circa 160.000 persone HIV positive viventi, di cui circa 22.000 con AIDS. Un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto. Rispetto a venti anni fa, oggi si infetta un minor numero di persone (circa 4.000 all’anno), ma è molto più elevato il numero dei sieropositivi viventi per effetto delle nuove terapie combinate; inoltre, la principale via di trasmissione è rappresentata dai contatti sessuali non protetti, che tuttavia non vengono sufficientemente percepiti come a rischio, in particolare dalle persone di età matura.”
Questi dati confermano la necessità di proseguire nelle azioni di prevenzione primaria con l’obiettivo di non sottovalutare il rischio di infezione e di conoscere le modalità di trasmissione
In questo senso segnaliamo, nel territorio ASL CN 1 - area Savigliano, Fossano, Saluzzo - l’intervento a valenza info-preventiva “ CHE NE sAIDS”, elaborato e gestito dagli operatori del SERT, rivolto alle scuole superiori classi quarte, che impegnerà nei prossimi mesi oltre 800 studenti.
Prosegue inoltre la disponibilità, da parte degli operatori SERT che fanno parte del coordinamento malattie infettive, per counceling pre-test e post-test di screening per la ricerca anticorpi HIV in collaborazione con i laboratori analisi dell’ASL .
I cittadini che lo ritenessero opportuno, potranno di richiedere il test presso i laboratori analisi dell’ASL , in anonimato, gratuitamente ed anche senza l’impegnativa del medico curante.
Rallentare il percorso del virus è possibile: bisogna intercettarlo in tempo.
