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Intesa tra Asl e religioni non cattoliche
Intesa tra Asl e religioni non cattoliche
E’ in vigore anche presso l’Asl CN1 il protocollo d’intesa con le religioni non cattoliche, stipulato a giugno con ortodossi, protestanti, ebrei, musulmani, induisti, buddhisti. Obiettivo: garantire che i pazienti aderenti a diverse confessioni religiose, oltre la cattolica, possano ricevere assistenza spirituale dai propri rappresentanti di culto. Le parti si impegnano, tra l’altro, a riconoscere e rispettare le regole e gli obblighi derivanti dai protocolli aziendali, in special modo in ambito igienico-sanitario; a riconoscere e rispettare le differenti confessioni presenti ed in particolar modo la cappellania della chiesa cattolica presente in ospedale. L’individuazione dei referenti religiosi è stata condotta mediante criteri oggettivi: un numero di aderenti superiore a 30 mila sul territorio nazionale e la stipula di intesa con lo Stato Italiano o riconoscimento giuridico in qualità di Ente di Culto. Sono vietati il proselitismo religioso e qualsiasi altra attività non espressamente autorizzata dalla Direzione Generale dell’Asl. I rappresentanti religiosi sono a disposizione degli utenti per l'assistenza ed il supporto spirituale, ma sono altresì utili al personale infermieristico per tutte quelle informazioni di carattere religioso inerenti il contesto sanitario-assistenziale (prescrizioni alimentari, usi e costumi tipici della propria religione, riti per la preparazione e la gestione della salma, …) svolgendo un'attività di vera e propria mediazione religiosa. Di recente presso l’ospedale Molinette, che è referente e coordinatore del progetto regionale per l’attivazione dei servizi di assistenza religiosa/spirituale negli ospedali del sistema Sanitario Regionale, si è tenuto un evento formativo per gli operatori sul tema “La cura dello spirito”.
