L’Epidemiologia Una Nessuna Centomila. Quale contributo per le decisioni in sanità pubblica

31/10/2019

L’Epidemiologia Una Nessuna Centomila. Quale contributo per le decisioni in sanità pubblica

Presentata a Catania l'esperienza dell' ASL CN1 nel percorso di gestione delle patologie croniche

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Si è svolto a Catania dal 23 al 25 ottobre scorso, nella suggestiva cornice del Monastero dei Benedettini, il 43.mo Convegno dell'associazione Italiana di Epidemiologia. Temi centrali dell'evento: il ruolo decisivo dell'Epidemiologia nei suoi molteplici ambiti di applicazione, a fronte dell'espansione della domanda e di nuove sfide emergenti; l'importanza dei dati epidemiologici nel fornire ai decisori indicazioni utili per l'azione sulla base delle evidenze scientifiche, con un confronto aperto per migliorare i livelli di salute della comunità. Nell'ambito dei lavori, il direttore sanitario dell'Asl CN1 Giuseppe Noto, discussant nella sessione plenaria "Le narrazioni dell'epidemiologia", ha fornito spunti di riflessione su quali dati, per fare cosa, da parte di chi, in tema di programmazione sanitaria e cronicità, portando l'esperienza dell' ASL CN1 nel percorso di gestione della patologia cronica. Dati e risultati del modello proposto sono stati contestualmente presentati dal Settore Epidemiologia aziendale, nella sessione dedicata al tema della cronicità, con un poster dal titolo: "Come affrontare il tema della Sostenibilità sistemica nella gestione delle patologie croniche. L'esperienza dell'ASL Cuneo 1 verso un nuovo ruolo dell'epidemiologia come elemento-chiave della pianificazione strategica." Insieme a Giuseppe Noto, Maria Teresa Puglisi e Federica Gallo, co-autori del poster sono stati Anna Maddalena Basso, Enrico Ferreri, Mirco Grillo, Gian Luca Saglione e Roberto Risso. Nell'ottica di un ruolo centrale dell'epidemiologia nella pianificazione strategica aziendale, l'esperienza presentata propone un modello di "sostenibilità sistemica" nella gestione "efficace ed efficiente" della patologia, definendo possibili criteri di inclusione nei percorsi assistenziali dei soggetti a rischio e dei pazienti cardiopatici, facilitando l'inserimento dei soggetti/pazienti in base ad un gradiente di intensità del bisogno. Il modello accompagna i percorsi di "presa in carico" e di "gestione pro-attiva" dei pazienti sulla base di età, presenza di uno o più fattori di rischio / determinanti ed eventuale diagnosi di cardiopatia ischemica.


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