Mondovì, ospedale come "cittadella della salute"

27/10/2018

Mondovì, ospedale come "cittadella della salute"

Un'area per la salute mentale che integra 3 Dipartimenti e si presenta come modello per il Piemonte. Presto sarà aperto un centro di ascolto giovani. l consigliere regionale Allemano: "Giusta la scelta di portare in ospedale anche i servizi territoriali"

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Uno spazio che nasce dall'integrazione di tre dipartimenti, di Salute Mentale, Materno Infantile e delle Dipendenze Patologiche: è la nuova area di salute mentale dell'ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì, inaugurata sabato 27 ottobre, che garantisce servizi come la psichiatria, la Neuropsichiatria infantile, il centro per l'Autismo e le dipendenze patologiche. Un'eccellenza a livello regionale, un'esperienza che anticipa un nuovo modo di lavorare insieme tra discipline diverse, tra ospedale e territorio, e rappresenta il presente e il futuro della Sanità. Francesco Risso è l'anima del progetto e dirige il dipartimento di Salute Mentale: "Il disagio giovanile sta aumentando, i suicidi in adolescenza sono la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Avere qui a Mondovì un servizio unico, con l'integrazione di diverse professionalità, è fondamentale per garantire in modo più semplice e strutturato il giusto approccio rispetto ai problemi di salute mentale. A novembre apriremo anche un centro di ascolto per gli adolescenti." Recentemente è stato trasferito in ospedale anche il distretto: un'interazione dei servizi ospedalieri con quelli territoriali che, spiega il direttore generale dell'Asl CN1 Salvatore Brugaletta "rientra nella logica della cittadella della salute, per una gestione proattiva dei bisogni del cittadino che trova una risposta appropriata in un'unica sede, con un accompagnamento attraverso i punti nodali di una rete facilitata anche dalla presenza fisica dei vari servizi nello stesso luogo". In pratica i migliori professionisti sono messi in condizione di lavorare in rete e di offrire le migliori risposte ai pazienti-. Un risultato che si deve ad "un'alleanza tra istituzioni, politica, tecnica e la parte sanitaria." Il sindaco di Mondovì, Paolo Adriano definisce "importante la presenza sul territorio di questo servizio, in un momento in cui gli adolescenti subiscono i danni di un sistema di relazioni spesso solo virtuali. Un valore aggiunto per un ospedale di eccellenza". Qui infatti vi sono specialità di riferimento per la provincia e la regione, come la cura dell'endometriosi o il centro per l'autismo, come ricorda il consigliere regionale Paolo Allemano: "Oggi Mondovì è percepito a livello regionale come struttura nuova, non decentrata rispetto alla città". Poi sottolinea la giusta scelta dell'intervento: "Portare i servizi territoriali in ospedale è una scelta appropriata". Quanto alla salute mentale, aggiunge: "Questa legislatura ha attivato politiche virtuose, anche attraverso la revisione del settore della residenzialità psichiatrica. Ora stiamo lavorando al Piano di salute mentale." All'evento sono intervenuti il direttore del Consorzio Monregalese Daniela Cusan, il  direttore della NPI d Cuneo-Mondovì Franco Fioretto, il responsabile della struttura di psicologia e psicopatologia dello sviluppo e del centro per l'autismo Maurizio Arduino, il direttore del distretto Domenico Luigi Barbero con il coordinatore delle attività distrettuali Enrico Ferreri, la responsabile del Servizio delle professioni sanitarie Anna Basso che rimarca l'importanza del clima di collaborazione tra gli operatori. Per la Fondazione CRC erano presenti i consiglieri di indirizzo Giuliana Turco, la quale ha ribadito l'impegno della Fondazione Cuneese per i settori dei giovani e degli adolescenti e Giuseppe Viada. Il Vescovo ha delegato per la benedizione don Flavio Begliatti.