Contenuti principali della pagina
Pronto Soccorso di Mondovì: l'AVO protagonista
Pronto Soccorso di Mondovì: l'AVO protagonista
Un contributo al servizio di accoglienza e umanizzazione del Pronto soccorso. E’ il progetto, avviato da un paio di mesi presso il Dea dell’ospedale di Mondovì, dai volontari dell’Avo. “L’obiettivo - spiegano la presidente Ester Chiapella Breida e la vice Giuliana Turco che è anche referente del progetto - è la presa in carico globale della persona e l’informazione dei suoi familiari nel momento dell’arrivo in Pronto Soccorso e nelle fasi immediatamente successive che precedono e seguono il triage”. In genere, con l’accesso al Pronto soccorso, si manifestano tre ordini di bisogni, sanitari-clinici, sociali e comunicativi/informativi ai quali occorre dare una risposta. Nel percorso sala d’attesa-triage il volontariato sociale può svolgere un importante compito nel fornire informazioni di tipo non sanitario; allo stesso modo, dopo il percorso clinico, per il paziente non critico per il quale sia prevista una osservazione breve intensiva o il ricovero, ci può essere un’attività di ascolto e supporto alle persone fragili e, in occasione delle dimissioni, un sevizio di riaccompagnamento a casa in assenza di familiari. La responsabile Avo: “Siamo soddisfatti di questa prima fase di avvio del progetto, abbiamo avuto riscontri positivi e anche l’apprezzamento della Direzione dell’Asl.” Il direttore sanitario della CN1, Enrico Ferreri conferma: “La partecipazione del volontariato, debitamente formato, all’attività di accoglienza e umanizzazione all’interno delle strutture sanitarie rappresenta un contributo fondamentale per il miglioramento della qualità dei servizi. La cura dell’aspetto umano e sociale influisce notevolmente sulla percezione del livello dei servizi nel loro complesso da parte del cittadino.” Al progetto partecipano circa 30 volontari, a turno, per ora dal lunedi al venerdi.
