Un codice europeo contro il cancro

02/10/2018

Un codice europeo contro il cancro

Iniziativa dell'Ordine dei Medici della provincia di Cuneo per diffondere le 12 "raccomandazioni" della Commissione europea, aderendo a un invito del dipartimento interregionale della Rete oncologica Piemonte e Valle d'Aosta

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Non fumare è un imperativo categorico, ma poi c'è il consiglio di consumare una dieta sana, svolgere attività fisica, bere poco alcol, proteggere la pelle dal sole, sottoporsi agli screening. Insomma 12 raccomandazioni che costituiscono il "Codice europeo contro il cancro". E' un'iniziativa della Commissione Europea con lo scopo di informare su ciò che le persone possono fare per sé e per i propri familiari per ridurre il rischio di contrarre un cancro. "E' stato stimato che quasi la metà dei decessi legati al cancro in Europa potrebbe essere evitata se tutti seguissero tali raccomandazioni", puntualizza Giuseppe Guerra, presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Cuneo.

E anche l'Ordine di Cuneo, su invito del dipartimento interregionale Piemonte e Valle d'Aosta della Rete Oncologica ha aderito all'iniziativa di promuovere questo "codice" e attivarsi su territorio per diffondere capillarmente queste regole molto semplici ma fondamentali per ridurre la possibilità di imbattersi in una malattia che causa 177 mila decessi solo in Italia ogni anno (dati 2014). Nel 2017 sono state registrate oltre mille nuove diagnosi al giorno. Il cancro più frequente nell'uomo è quello alla prostata, nella donna alla mammella, ma in assoluto, considerando i due sessi, il cancro al colon retto. Aumentano le diagnosi, quindi i casi di cancro, ma diminuisce la mortalità: nei 5 anni dalla diagnosi sopravvivono l'87% delle donne colpite dal cancro alla mammella, il 91% degli uomini cui è stato diagnosticato il cancro alla prostata.

Alla conferenza convocata dall'ordine dei Medici lunedi 1 ottobre (presenti oltre a Guerra, anche il vice presidente Claudio Blengini e il consigliere - e rappresentante Fimmg - Annalisa Amati), c'era anche la presidente dell'ordine dei farmacisti, Enrica Bianchi: "Rappresentiamo il primo accesso per la popolazione e condividiamo l'obiettivo proposto, possiamo essere di aiuto nella informazione e formazione dei cittadini." Anche la dottoressa Amati sottolinea il contatto diretto, in questo caso del medico di famiglia: "Entriamo nelle case delle famiglie e possiamo agire in modo più immediato e diretto." L'Ordine dei Medici distribuirà i poster con le raccomandazioni negli studi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta e nelle strutture sanitarie. Inoltre parteciperà attivamente a tutte le iniziative sul territorio utili a diffondere e promuovere il codice.