Contenuti principali della pagina
Pet-therapy / bioetica / ippoterapia
Pet-therapy
Il termine pet-therapy neologismo anglosassone di metà secolo scorso (Boris Levinson) indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico.
Occorre distinguere tra:
- Animal-Assisted Activities (AAA)= Attività svolte con l'ausilio di animali;
- Animal-Assisted Therapy (AAT)= Terapie assistite dagli animali.
Le attività hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.) e sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo; possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti.
Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia a persone in strutture di vario genere:
- non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre un miglioramento progressivo;
- è opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate;
- le visite sono gestite con spontaneità e la durata non è prestabilita;
L'AAT è un’attività terapeutica vera e propria, con caratteristiche specifiche, che si prefigge di migliorare le condizioni di salute di un paziente. Gli animali rispondono a precisi requisiti, sono parte integrante dei trattamenti volti al miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente.. È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie convenzionali per la patologia considerata.
Può essere impiegata, nelle varie patologie, con questi obiettivi:
- cognitivi (miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo);
- comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizione di regole);
- psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione);
- psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima).
L'AAT è gestita da professionisti di sanità umana, è parte integrante della loro attività e deve essere necessariamente documentata e valutata.
Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.
La Pet Therapy può essere usata anche con soggetti affetti da handicap fisico; spazzolare, lanciare la pallina, lavare il cane, ecc., sono tutte attività che chiedono un impegno motorio decisamente più piacevole di un esercizio con un tutore imposto da uno specialista.
Animali utilizzati
Solo gli animali domestici possono essere inseriti in programmi di attività e terapie assistite dagli animali, escludendo quindi tutti gli animali selvatici o inselvatichiti, gli animali esotici ed i cuccioli.
Tutti gli animali impiegati come pet partners devono superare una valutazione che ne attesti lo stato sanitario, le capacità e l'attitudine (il Pet Partner Aptitude test della Delta Society valuta se la coppia conduttore/animale ha l'abilità, le capacità, la disposizione ed il potenziale per partecipare a programmi di questo tipo di terapia). Infatti l’animale messo a contatto con persone che possono manifestare comportamenti iperattivi o stereotipie può vivere situazioni che gli creano molto stress e deve essere quindi particolarmente equilibrato per evitare reazioni indesiderate a stimoli eccessivi, manipolazioni maldestre, ecc.
Gli animali abitualmente coinvolti nella pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini.
Problematiche annesse alla Pet-therapy
- Non possono essere coinvolte persone con fobie nei confronti degli animali.
- Gli animali coinvolti come supporto alla "Pet Therapy" devono possedere delle precise qualità fisiche e caratteriali (livello di reattività molto basso alla presenza di altri animali o di altre persone o di gruppi numerosi, agli stimoli, soprattutto a quelli negativi), buona capacità di memoria, consequenzialità e direzione ecc.
- Gli animali devono essere accuditi in maniera adeguata e il ruolo del medico veterinario nei loro confronti è di garantirne la salute, eventualmente di individuare che nel proseguo delle varie esperienze i soggetti impiegati non abbiano a modificare in senso patologico il loro comportamento
- Quando si utilizza un cane di grosse dimensioni è indispensabile assicurarlo.
- Se è coinvolta una struttura pubblica o privata, bisogna lavorare con il personale che si occuperà del progetto stabilendo delle regole precise, valutando la loro reale motivazione e il grado di impegno.
- Qualsiasi progetto deve essere monitorato da una équipe di tecnici, allo scopo di non iniziare un lavoro "fai da te" poco attendibile.
Per saperne di più
(NB: In caso di problemi con l'apertura diretta dei files si consiglia di salvare il file sul proprio computer e aprire poi la copia salvata)
Bioetica
La pet-therapy rappresenta l’applicazione pratica della zooantropologia, teoria che studia il significato beneficiale della relazione con l’animale e le diverse leve per un’applicazione corretta e mirata rispetto agli specifici problemi da affrontare. Per un servizio adeguato si deve realizzare una dimensione di relazione uomo-animale ad hoc, capace di produrre quei contributi al cambiamento di cui l’individuo necessita.
Per una pet-therapy in linea con le ricerche zooantropologiche, su base scientifica, nel 2000 iniziò il progetto Carta Modena, teso a sancire i principi ed i valori dell’utilizzo della relazione uomo animale a scopo beneficiale. Alla Carta, siglata nel 2002 con il patrocinio del Ministero della Salute, aderiscono oggi Comuni, Istituti, Università, Regioni, Associazioni, etc. E’ un documento importante a salvaguardia del diritto, del principio di relazione, della professionalità, orientato allo sviluppo e ampliamento della pet therapy, come fonte di benessere per molte persone e sbocco occupazionale per molti giovani.
Nel 2005 il Comitato Nazionale per la Bioetica ha approvato all’unanimità il documento: “Problemi bioetici relativi all’impiego di animali in attività correlate alla salute e al benessere umani”, in cui esamina specificatamente la pet therapy, l’addestramento degli animali da assistenza e la convivenza di un individuo psicologicamente o fisicamente fragile con un animale da compagnia (nel luogo di ricovero o in casa).
A conferma dell’importanza crescente assunta dagli animali in ambito bioetico e giuridico e nella società, il consiglio nazionale FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), nel nuovo Codice deontologico per medici veterinari, definisce gli animali come “esseri senzienti”.
Per saperne di più
(NB: In caso di problemi con l'apertura diretta dei files si consiglia di salvare il file sul proprio computer e aprire poi la copia salvata)
Ippoterapia
Il cavallo, per le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento e di intelligenza, è da sempre ritenuto una "straordinaria medicina".
Ippocrate consigliava lunghe cavalcate per combattere l'ansia e l'insonnia. Il primo documento scientifico sull’uso dell’equitazione a scopo terapeutico risale al medico Giuseppe Benvenuti (1759). Dopo la prima guerra mondiale il cavallo entrò nei programmi di riabilitazione, prima in Scandinavia ed Inghilterra, poi in numerosi altri paesi. Introdotta in Italia nel 1975 dalla dottoressa belga Danièle Nicolas Citterio, l’ippoterapia si diffuse con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre (ANIRE).
L’ippoterapia, detta Terapia con il Mezzo del Cavallo (TMC), agisce grazie all’interazione uomo-cavallo a livello neuromotorio e neuropsicologico. Sono descritte tre diverse fasi o metodologie d’intervento terapeutico all’interno della riabilitazione equestre:
- Ippoterapia propriamente detta: approccio iniziale al cavallo e al suo ambiente, prima a terra e successivamente sull’animale, accompagnato da un istruttore. E' riservata a disabili incapaci di mantenere la posizione in sella e di condurre il cavallo in modo autonomo.
- Rieducazione equestre: il cavaliere è impegnato nella conduzione attiva del cavallo, sotto il controllo del terapista. Si prefigge obiettivi tecnico-riabilitativi specifici, secondo un programma terapeutico prestabilito.
- Equitazione sportiva per disabili: offre la possibilità di svolgere normale attività di scuderia ed equitazione, a volte agonistica. Permette un miglioramento notevole dell’autostima del soggetto.
Perché la terapia a cavallo funziona?
- perché il cavallo si muove alle varie andature con movimenti ritmici e prevedibili, cui è più facile adattarsi con i movimenti del corpo;
- perché il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo, inteso come gestualità, ed è molto recettivo verso tutti i tipi di comunicazione;
- perché cavalcare a varie andature impegna più gruppi muscolari e coinvolge diversi campi della psicofisiologia e psicomotricità;
- perché il cavallo è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense, attraverso il coinvolgimento emotivo si favorisce l’apprendimento;
- perché gli stimoli visivo spaziali forniti dal maneggio, con variazioni cromatiche e di luminosità in rapporto anche al movimento del cavallo, sollecitano un’attenzione visiva mirata, che facilita la percezione spaziale;
- perché l’ambiente di vita dei cavalli ha rumori ed odori caratteristici, molto evocativi;
- perché il contatto con un animale di grandi dimensioni permette una stimolazione tattile intensa, che aiuta la presa di coscienza e la conoscenza di sé e del proprio corpo;
- perché il cavallo esprime emozioni proprie, come la paura in cui ci si può riconoscere e dove si può assumere un ruolo rassicurante; perché cavalcare un animale grande e potente provoca sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in se stessi;
- perché il cavallo possiede tutte le qualità (calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso) necessarie a stimolare il processo di attaccamento, fondamentale per lo sviluppo dell’essere umano;
- perché andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici ed anche di essere gratificati, sia dall’offrire all’animale cure, carezze e massaggi, sia dal ricevere in cambio manifestazioni di gratificazione.
Link: elenco centri di ippoterapia in Provincia di Cuneo (in allestimento)