Data creazione: 01/04/2022 Data ultima modifica: 03/11/2023

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PFAS nelle acque potabili: nel territorio dell’Asl CN1 nessuna positività

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I controlli sulla presenza di queste sostanze chimiche sono stati effettuati dalle ASL con il supporto di ARPA Piemonte, e dai controlli dei gestori idropotabili

La Regione Piemonte ha recentemente diffuso i risultati del piano di monitoraggio straordinario 2024 per la ricerca di PFAS nelle acque potabili, realizzato al fine di rilevare, nelle more dell’entrata in vigore dei limiti di legge nel 2026, la diffusione di queste sostanze nelle acque destinate al consumo umano.

PFAS è l'acronimo di "sostanze perfluoroalchiliche", un gruppo di oltre 12.000 sostanze chimiche prodotte dall'uomo. Si tratta di sostanze estremamente resistenti alla degradazione, utilizzate a partire dagli anni ’50 in moltissime attività umane, sia industriali che quotidiane, in particolare per aumentare la resistenza alle alte temperature e impermeabilizzare.

Oggi la presenza di PFAS nell’ambiente dipende da diverse cause: dalle emissioni in acqua, aria e suolo da parte delle aziende che li producono o li usano, ai tanti prodotti di uso quotidiano che li contengono, fino a luoghi particolari come gli aeroporti. Si diffondono facilmente, anche attraverso le correnti aeree, e si trovano pertanto praticamente ovunque.

Le evidenze scientifiche dimostrano una associazione fra l'esposizione prolungata a concentrazioni rilevanti di PFAS ed effetti sulla salute, che riguardano prevalentemente alterazioni ormonali e del sistema immunitario (es. riduzione della risposta anticorpale, dislipidemie, riduzione del peso alla nascita, aumentato rischio di tumore renale). Per due sostanze PFAS quali PFOA e PFOS (due composti chimici ampiamente utilizzati in ambito industriale e prodotti di consumo), l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha valutato la presenza di effetti cancerogeni: PFOA è stato classificato nel Gruppo 1 (cancerogeno per l'uomo) e PFOS nel Gruppo 2B (possibile cancerogeno per l'uomo).

I risultati del monitoraggio regionale 2024, utile a valutare l'effettiva esposizione dei cittadini piemontesi ai PFAS, derivano dai controlli effettuati dalle ASL con il supporto di ARPA Piemonte, e dai controlli dei gestori idropotabili.

Complessivamente sono stati analizzati 2497 campioni, di cui: 347 da parte delle ASL sulla rete di distribuzione; 2150 dai gestori, sia sulle fonti sia sulla rete idrica.

Le ASL hanno riscontrato la presenza di PFAS in 57 campioni (16,4%), ma tutti con concentrazioni inferiori al limite normativo previsto (0,1 µg/l).

I gestori del servizio idrico hanno rilevato PFAS in 332 campioni (15,4%): 306 (14,9%) entro il valore di 0,1 µg/l che costituisce il limite per le acque potabili; 26 (1,3%) con valori superiori a 0,1 µg/l, di cui 6 riferiti alle acque di rete, localizzati in particolare nelle aree di Alessandria (17 casi), ASL TO3 (4) e ASL TO4 (5).

Nei casi di superamento dei limiti, sono state adottate misure correttive immediate, tra cui: la sostituzione delle fonti di approvvigionamento contaminate; l’installazione di sistemi di filtrazione con carboni attivi; un’intensificazione dei controlli per garantire la qualità dell’acqua erogata.

Per quanto riguarda il territorio dell’ASL CN1 non è stata rilevata la presenza di positività né nei campioni ASL (10 campioni), né in quelli dei Gestori (90 campioni).

I risultati completi sono pubblicati sul sito della Regione Piemonte al seguente link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/inquinamento-pfas-acquepotabili

Nel 2025 il monitoraggio è proseguito ed è in corso.

Marcello Caputo
Direttore SIAN ASL CN1

Ilaria Gorrasi
Dirigente Biologa ASL CN1

 

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