Diminuisce il gioco d'azzardo in Piemonte

20/04/2017

Diminuisce il gioco d'azzardo in Piemonte

Si desume dal "Libro "Blu" dei Monopoli 2016

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E' uscito nei giorni scorsi il libro Blu dei Monopoli sul gioco d'azzardo in Italia nel 2016. Nel passaggio dal 2015 al 2016 in tutte le Regioni italiane è aumentato il volume di denaro giocato con gli apparecchi, tranne una; l'unica Regione in cui è diminuito il giocato è il Piemonte. In Piemonte la diminuzione, per la prima volta in oltre 10 anni di crescita costante, è stata del 1,62 % (da 3.770 a 3709 milioni di €); nelle altre Regioni l'aumento è stato del 3,08 % (da 44.510 milioni a 45.879 milioni di €). Se in Piemonte si fosse giocato con gli apparecchi automatici di gioco come nel resto d'Italia si sarebbero investiti nel gioco nel 2016 116 milioni di € in più e se ne sarebbero persi definitivamente il 30%, cioè circa 35 milioni in più. L'unica spiegazione razionale è che in Piemonte, in gran parte grazie alle restrizioni prescritte dall'articolo 6 della Legge Regionale n. 9 del 2016, si concentra circa la metà delle oltre 300 ordinanze italiane restrittive del funzionamento degli apparecchi di gioco. Sarà interessante andare ad analizzare, quando fossero disponibili dati di maggior dettaglio, la riduzione del giocato e della spesa nell'area regionale dove oltre 50 amministrazioni comunali confinanti tra loro hanno emanato la stessa ordinanza limitativa; nel territorio dell'ASL TO3 i Comuni della zona ovest dell'Area metropolitana, la valle di Susa, il Pinerolese, la val Pellice. I Comuni piemontesi che hanno ottemperato al dettato normativo regionale hanno salvaguardato 35 milioni di € nelle tasche dei giocatori, soggetti già economicamente, culturalmente e socialmente svantaggiati. Tutto ciò smentisce inequivocabilmente coloro che sostengono che ridurre l'offerta di gioco determina semplicemente uno spostamento geografico dei giocatori. Altro dato smentito clamorosamente è quello che la riduzione dell'offerta di gioco con apparecchi automatici di gioco avrebbe aumentato l'acquisto di altri prodotti di gioco; mettendo insieme Scommesse sportive (aumentata la raccolta in Piemonte del 24 % e nel resto d'Italia del 27%), Lotto (aumentata in Piemonte la raccolta del 16% e nel resto d'Italia del 14%), giochi numerici a totalizzatore (SuperEnalotto, WinForLife....) (aumentata in Piemonte la raccolta del 43 % e nel resto d'Italia del 50 %) e soprattutto le Lotterie istantanee, secondo segmento di mercato in Italia dopo gli apparecchi (Gratta & Vinci, Lotto istantaneo, 10 e Lotto...) (diminuita in Piemonte la raccolta del 0,79 % e nel resto d'Italia del 0,99 %) se in Piemonte si fossero praticati tutti questi giochi come nel resto d'Italia si sarebbe investito nel gioco un ulteriore gruzzoletto di 5 milioni di euro di cui un paio a perdere. Ridurre l'offerta di gioco con apparecchi NON AUMENTA l'accesso agli altri giochi terrestri (sul cosiddetto "gioco a distanza", data la natura svincolata da un riferimento geografico, non è possibile fare supposizioni). Purtroppo le perdite (la cosiddetta "spesa") non sono ancora diminuite in termini assoluti neppure in Piemonte (dove sono aumentate - molto meno che nel resto d'Italia - del 5,57 %, da 736 a 777 milioni di euro; sarebbero state 812 se in linea con il resto d'Italia); ma ciò è dovuto al fatto che nel passaggio dal 2015 al 2016 i soldi restituiti in "vincite" sono scesi per una disposizione della Legge Finanziaria dal 74 al 70% (ciò ha permesso all'Erario di incassare oltre 1 miliardo in più sulla pelle dei giocatori; e le anticipazioni della cosiddetta "manovrina" lasciano presagire un ulteriore prelievo nel 2017 di circa 200 milioni dalle tasche dei giocatori di slot e VLT); nel resto d'Italia le perdite sono aumentate del 11,42%. Si può azzardare la stima che i quasi 5 punti percentuali in meno di gioco con gli apparecchi in Piemonte rispetto al resto d'Italia in un anno nel quale nella nostra Regione la gran parte dei provvedimenti restrittivi dell'offerta sono entrati in vigore tra la fine dell'estate e l'autunno (a Torino solo a metà ottobre), possano diventare a regime, nel 2017, anche grazie all'auspicabile riattivazione delle ordinanze attualmente sospese dal Consiglio di Stato (Torino e Novara), 15-20. Quindici per cento in meno di gioco con Slot e Vlt, in particolare nelle fasce orarie a maggiore accesso per ragazzi e anziani, proporzionate a una stima di giocatori problematici regionali di circa 20.000 unità (oltre l'80% dei quali per dipendenza da slot e VLT) significherebbe, con un'applicazione estremamente prudenziale della proporzione, 1000 casi di patologia in meno.

Paolo Jarre, 13 aprile 2017

Società Italiana Tossicodipendenze SITD Piemonte e Valle d'Aosta



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