Il lato cuneese della legge Basaglia

15/05/2018

Il lato cuneese della legge Basaglia

Il bovesano Michele Risso, fu uno dei più importanti collaboratori dello psichiatra che riuscì a far chiudere i manicomi in Italia. Nell'Asl Cn1 sono quasi 6mila i pazienti assistiti negli otto centri di salute mentale

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Pubblicato su Targatocn.it il 13/05/2018

"Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c'è un altro modo di affrontare la questione."

In questa frase si condensa tutto il senso della legge rivoluzionaria che quarant'anni fa, proprio come oggi, 13 maggio, segnò la chiusura dei manicomi. A pronunciare queste parole fu, durante un'intervista, il padre di quella legge - la 180 del 13 maggio 1978 - lo psichiatra Franco Basaglia, che diede vita al Movimento per la chiusura dell'ospedale psichiatrico. Da allora è cambiato il volto della malattia mentale nel nostro Paese e soprattutto il modo di affrontarla e curarla. È stata la prima legge al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici, ma per chiudere definitivamente queste strutture in Italia ci sono voluti altri vent'anni. Nel 1994 Roma è diventata la prima capitale europea a non avere un manicomio. Basaglia è il nome ed il volto del medico che diede vita a questa rivoluzione ma forse non tutti sanno che tra il gruppo di quegli "uomini coraggiosi" che affrontarono e cambiarono il volto dell'assistenza alle malattie psichiatriche, c'è anche un cuneese, anzi un bovesano, per la precisione lo psichiatra Michele Risso, al quale la città di Boves ha intitolato una strada. Tre erano i manicomi presenti in Piemonte che vennero chiusi: Racconigi, Collegno e Novara. Oggi, a quarant' anni di distanza, le cose sono molto cambiate e la provincia di Cuneo può considerarsi uno dei fiori all'occhiello della psichiatria italiana. "Grazie alla legge Basaglia, si è abolito un mondo di terribilità". Così Francesco Risso, Direttore del Dipartimento mentale interaziendale Santa Croce e Carle e Asl Cn 1, riassume le straordinarie intuizioni della legge 180 che proprio oggi compie quarant' anni. E aggiunge: "Nei manicomi le persone venivano rinchiuse tutta una vita soprattutto "poveri e di pubblico scandalo" come diceva quella legge infame del 1904 e anche per dei disturbi che per noi oggi non sono neppure considerati nell'ambito delle malattie psichiatriche, quali disturbi neurologici, epilessia, handicap fisici e mentali . E "la cura" in realtà era fatta di violenze inaudite, quali elettro-pube, scosse elettriche ai genitali oltre ad altre violenze indicibili. Bisogna anche dire che grande importanza ha avuto l'avvento degli psicofarmaci, attraverso i quali i pazienti in cura diventano più gestibili e riacquistavano il rapporto vitale con la realta". La Basaglia è una legge alla quale tutti i paesi del mondo cercano molto lentamente di ispirarsi ma la nostra mancanza risiede nelle risorse dedicate alla salute mentale in Italia: meno del quattro per cento, mentre dovrebbe essere almeno il sette per cento dei finanziamenti della quota sanitaria". Il Dipartimento di salute mentale dell'Asl Cn 1 ha in carico circa 6 mila pazienti assistiti negli otto Centri di salute mentale, nei 3 reparti di diagnosi e cura, nei sei Centri di riabilitazione psichiatrica (centri diurni) e nei 100 posti di residenzialità, (comunità terapeutiche, comunità alloggio, gruppi appartamento e alloggi assistiti) dove i pazienti a seconda dell'intensità di cura che necessitano, vengono assistiti in una dimensione più familiare. Tali strutture si trovano nei comuni di Cuneo, Boves, Dronero, Mondovì, Ceva, Savigliano, Saluzzo, Fossano e Racconigi. Molto importante è l'intervento sanitario ospedaliero dei pazienti in fase di acuzie o di scompenso psichico nei tre ospedali di Cuneo, Mondovì e Savigliano, dove vengono ricoverati anche soggetti molto giovani (sempre piu' ragazzi e ragazze minori di 18 anni) all'esordio in comorbilità con l'uso sempre più dilagante di sostanze stupefacenti estremamente dannose per il cervello in fase di sviluppo. I "Gruppi di appartamento" sono veri e propri alloggi dove vengono inseriti i pazienti che hanno raggiunto un discreto livello di autonomia e sono anche inseriti nel mondo del lavoro attraverso l'utilizzo di strumenti quali le borse lavoro, ma continuano ad essere seguiti nella cura e nelle loro necessità da infermieri, educatori e personale di assistenza OSS (sono 220 i pazienti gravi seguiti in inserimento lavorativo). L'Asl Cuneo 1 ha sul suo territorio 16 gruppi appartamento a Cuneo, Mondovì, Ceva, Savigliano, Saluzzo, Racconigi. Nel Dipartimento Asl Cn 1 - sottolinea il dottor Risso - ci sono 32 psichiatri, con l'intervento fondamentale di psicologi, infermieri, educatori e personale OSS che prendono in carico gli oltre 6 mila pazienti psichiatrici. In Italia sono in epocale espansione le malattie mentali in particolare in questi ultimi dieci anni, come accade in tutto il mondo occidentale. Soprattutto gravi disturbi d'ansia, disturbi depressivi, disturbi del sonno e del comportamento alimentare che colpiscono come tutte le malattie mentali i giovani, a cui dovrebbero essere dedicate risorse di personale ed economiche maggiori. Per quanto riguarda il TSO, ossia il trattamento sanitario obbligatorio (art. 33-34 e 35 legge 180) "viene eseguito ai pazienti che presentano alterazioni psichiche gravi e rifiutano le cure - conclude il direttore del Dipartimento interaziendale Santa Croce Asl Cn 1 Francesco Risso - previa proposta e convalida di due medici, uno appartenente alla struttura pubblica a cui segue l'ordinanza del Sindaco della città dove risiede il malato e l'autorizzazione del giudice tutelare del tribunale di competenza. È importante sottolineare le garanzie costituzionali della legge 180 a tutela dei pazienti sottoposti a TSO che deve essere eseguito nel rispetto della dignità della persona e assume forma eccezionale. Il numero di TSO nella nostra ASL è inferiore alla media dei TSO regionali e nazionali".

Na. Mur.